giovedì 29 gennaio 2015

CHOMSKIANA

Tre pillole pensando a Noam Chomsky.


Di Schüler, Cane che abbaia alla notte. Matita su carta.

Grammaticalmente sbagliato.
A volte si legge che questa o quella espressione, comunemente accettata dalla maggioranza di noi, è grammaticalmente sbagliata. Ricordo la professoressa Z che, ancora pochi anni fa,



inorridiva davanti alla "macchina da scrivere". Intendiamoci, non c'è nulla di male nel non aver capito cosa sia una grammatica; nel pensare abbia un'autoritaria funzione normativa piuttosto che un semplice compito descrittivo. Basta che non si pretenda poi di insegnarla.

Chomsky e il professore (o la professoressa) di lingue.
Il professore di inglese, francese o quel che sia, ha sicuramente conseguito una laurea in lingue. Per quanto scassate possano essere le nostre università, non può aver raggiunto questo obiettivo senza aver superato perlomeno un esamino di linguistica e, per quanto sgarrupato questo corso, senza conoscere almeno a grandi linee il lavoro di Chomsky.
E perché diavolo pretende poi di insegnare l'inglese, il francese o quel che è, con gli stessi metodi usati per il Latino nel Medioevo? Mah ... misteri della psiche umana.

Syntactic Structures.
Credo proprio che questo libro, che Chomsky pubblicò nel 1957, sia tra i più importanti della seconda metà del secolo scorso. Uno dei pochi, anzi, che abbia meriti tali da entrare nel Canone Occidentale. E come tutto ciò che è canonico, non può essere ignorato; influenza anche chi non ha mai neppure pensato di leggerlo.

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